Sul dogma indiscutibile della biblioteca Tilane

foto della Biblioteca Tilane da http://www.abacoforniture.com/realizzazioni/#all

In questi giorni 2 blog cittadini hanno giustamente celebrato la scomparsa di un architetto (uso il maschile in attesa che i dizionari si mettano d’accordo su come rendere al femminile il termine) fra i più importanti della storia recente, Gae Aulenti.

Padernoforum di Arcari ha pubblicato 2 post Gae Aulenti, una vita per l’architettura e il ricordo di Gianfranco Massetti, sindaco che ha fortemente voluto la biblioteca Tilane e il primo che mi ha aiutato nel mio tentativo di creare la videoenciclopedia di Paderno Dugnano.

La Scommessa di Giovanni Giuranna ha pubblicato E’ MORTA GAE AULENTI. A PADERNO LASCIA LA BIBLIOTECA TILANE.

Questi post al di là del rispetto giusto per chi non c’è più mi hanno ricordato altri post fatti in passato dai 2 blog anche riprendendo giudizi entusiastici sulla biblioteca fatti altrove e mi hanno ricordato quando studiavo filosofia medievale e scoprii nel manuale da studiare un filosofo, credo Duns Scoto, che sosteneva che non è che “Dio fa ciò che è bene” ma “Quello che fa Dio, in quanto lo fa Dio, è bene” (se a qualcuno interessa recupero la citazione esatta) .

In sostanza: la Biblioteca non è bella e buona di per sé, ma bella e buona in quanto opera di un architetto famoso nel mondo.

Ora non sono un esperto di architettura, sono uno che se ne è fatto un piccolo hobby e oso dire la mia.

Punto 1: gli edifici prima di essere opere d’arte sono luoghi che servono e devono servire a chi li frequenta

  • In Biblioteca Tilane c’è uno spazio mostre che è stato creato senza porte, chi espone doveva (dice Arcari che sono state messe porte…ma senza serratura) e deve essere sempre presente, non può andarsene a fare un bisognino perché altrimenti chiunque può passare e rubare o rovinare le opere esposte.
  • In Biblioteca Tilane, cioè in un luogo fatto per ospitare libri, il sole, come giustamente mi aveva fatto notare Bissoli, batte contro i libri grazie a come sono state progettate le vetrate, e quindi li rovina
  • In biblioteca Tilane è stato fatto uno spazio per la discussione nel piano di sopra senza muri che lo dividano dallo spazio al piano di sopra dove la gente studia e le può dare fastidio sentire il chiacchiericcio al piano di sotto

Questi non sono dettagli, questi sono errori che un geometra non avrebbe fatto. Anche se quando li faccio notare ad Arcari e Giuranna loro ribadiscono che la Tilane va bene. E va bene, la piazza è frequentata dai giovani che finalmente fanno un po’ di movida a Paderno ma quelli rimangono errori gravi.

Sono solo colpa della Aulenti? No, la Aulenti è stata una professionista che viveva di commesse. Il suo mestiere era fare quello che il mercato le commissionava: gli errori di cui sopra erano facilmente rilevabili dal progetto anche dall’ufficio tecnico comunale e dai politici locali di maggioranza e di opposizione. Non mi risulta che nessuno li abbia fatti notare prima della realizzazione.

Punto 2: il fatto di essere un architetto di fama internazionale non significa essere infallibili

Guardate questo simpatico filmato su quell’orrore architettonico chiamato ponte di Calatrava che qualcuno ha pensato bene di far vedere come prima cosa ai turisti che arrivano a Venezia e escono dalla stazione ferroviaria, tanto per far diminuire il turismo.

Calatrava, architetto, ingegnere, pittore…e verrebbe da dire con Crozza life coach, life stylist etc etc è famoso e richiesto in tutto il mondo. E progettando un costosissimo ponte a Venezia si è dimenticato che una delle caratteristiche base di un ponte deve essere che “non ci si deve scivolare”.

Anche in questo caso un errore grammaticale grave, che un geometra non avrebbe fatto. Tra l’altro l’ufficio tecnico del comune di Venezia si suppone sia più attrezzato di quello di Paderno Dugnano per scovarli.

Ora, l’architettura deve essere per forza questo?

Abbiamo vari esempi che ci dicono di no.

Foto di Villa Gargantini dal sito dei beni culturali lombardi http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-05417/

Uno è la vecchia Villa Gargantini: tanti anni fa dovendo fare la biblioteca comunale il comune di Paderno Dugnano invece di costruire un edificio nuovo ha preso 2 piccioni con una fava: recuperare una villa settecentesca e avere un luogo bello e utile, anche se gli scaffali erano troppo alti (ma allora era normale) e si dovevano far le scale (poi è stato messo l’ascensore) .

Un altro è la cascina di Concorezzo che Roberto Brambilla ha trasformato in un esempio avanzato di applicazione delle tecnologie ecologiche (pannelli solari, orto sinergico, riscaldamento a pellet, cisterne sotterranee per l’acqua piovana per sostituirla negli scarichi sanitari a quella potabile).

Di altri ancora si parla in questo articolo di Panorama, intitolato L’architettura responsabile contro l’archistar.

E questo post non può non chiudersi con il parere in proposito della più grande archistar di questo secolo, Massimiliano Fuffas, che ci parla di come coniugare estetica e funzionalità. Inchiniamoci tutti alle parole di Fuffas.

 

Annunci

Informazioni su Gianni Rubagotti

Videoenciclopedia dell'architettura, dell'urbanistica e del territorio di Paderno Dugnano e del milanese
Questa voce è stata pubblicata in informazione e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Sul dogma indiscutibile della biblioteca Tilane

  1. marco ha detto:

    Le Corbusier aveva torto i bisogni umani devono essere al centro dell’opera architettonica e non un fastidioso particolare che disturba l’estro del coglione di turno che progetta e viene pagato da altri più coglioni di lui delle porcherie

  2. Carmelo La Gaipa ha detto:

    Sono completamente d’accordo con l’articolo di cui sopra, ma vorrei anche fare anche una domanda: Quanto costa nel periodo estivo climatizzare la Tilane? in pratica con quel tetto trasparente è come accendere il riscaldamento d’estate…poi normalmente d’estate si tende a proteggersi dalla luce,.
    Un progetto contro natura..

  3. videoenciclopedia ha detto:

    Per Marco, non sapevo che Le Corbusier avesse detto una cosa del genere. Io nel mio piccolo penso che se si fa una biblioteca il primo obiettivo è creare un posto dove la gente possa trovare dei libri ben conservati e magari leggerli e non rivoluzionare la architettura internazionale. La Tilane è solo un esempio di come la funzione dell’edificio sia stata trascurata rispetto al progetto, un altro sarà citato nel prossimo post

  4. videoenciclopedia ha detto:

    Bella domanda.
    Credo (spero) che i doppi vetri non facciano entrare troppo freddo d’inverno, ma che il sole entri d’estate mi sembra difficile da negare.
    So di problemi all’impianto dell’aria condizionata, non so se sono dovuti a un sovraccarico di lavoro dovuto alle caratteristiche dell’edificio.
    Al di là del tetto trasparente credo non serva una laurea in fisica per notare che un ambiente ristretto viene condizionato meglio di uno stanzone gigantesco: ora chi studia nel piano di sopra in quella specie di ballatoio ha l’aria calda d’estate (l’aria calda sale e in un ambiente con aria condizionata cmq la parte alta della stanza è più calda di quella bassa) e costringe, dato che è la stanza è alta e vasta a un superlavoro il riscaldamento d’inverno.
    Disponibile a essere smentito ma le mie conoscenze di fisica dicono questo.

  5. Pingback: Ancora sulla biblioteca Tilane: i commenti di Oscar Figus (segretario PD) e dell’architetto Carlo Grossi | Videoenciclopedia dell'Architettura, dell'Urbanistica e del Territorio

  6. Pingback: Chi legge questo blog? | Videoenciclopedia dell'Architettura, dell'Urbanistica e del Territorio

  7. Carmelo La Gaipa ha detto:

    La Tilane è una vera e propria serra e l’aria condizionata , anche la più potente non arriverà a raffreddare il piano superiore fino a quando non si toglierà il tetto trasparente al piano superiore. Al piano inferiore basterà opacizzare i vetri rivolti a sud e lasciare così come sono quelli rivolti a nord ,dai quali passerebbe solo luce indiretta , come si è sempre fatto nei capannoni industriali .L’ abbiccì dell’architettura dice anche che, ci vorrebbe una tettoia che sporga al di sopra di ogni vetrata verticale quanto basta per ombreggiare in estate, ma farà gradatamente passare la luce diretta ( benefica ) del sole nel periodo invernale…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...