La Rotonda della Besana

Sono passato molte volte davanti alla Rotonda della Besana o come corregge Tammaro Rotonda di Via Besana.

Grazie a un paio di articoli pubblicati  su Quattro nel 2010 ne parliamo oggi.

Eccone alcuni passaggi.

“Il nome di questo monumento fu in origine “Foppone dell’Ospedale Maggiore”; esso nacque infatti a partire dal 1695 in un terreno appena sotto le mura dei bastioni, “negli orti già appartenuti alla famiglia Stella”, come foppone (cioè cimitero) per i morti della Ca’ Granda.

Alla fine del XVII secolo, infatti, per questioni igienico-sanitarie, si avvertì la necessità di dotare la città di un sepolcreto recintato. Per questo scopo il Capitolo della Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano, scelse il terreno esteso tra le siepi e le rogge a ridosso delle mura spagnole, tra Porta Romana e Porta Tosa.

Nel 1700 fu consacrata la Chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri, a croce greca con cupola nascosta da un tiburio ottagonale, costruita da Attilio Arrigoni, ingegnere dell’Ospedale.”

“L’area rimase in uso fino al 1782, quando l’Imperatore d’Austria Giuseppe II proibì le inumazioni in città. Sotto il pavimento del portico si estendevano profonde cripte destinate ai morti dell’ospedale, che in questo mezzo secolo avevano raggiunto le 150.000 unità.”

“La rotonda fu in seguito (dal 1897 al 1910) destinata a sede della Quadreria della Ca’ Granda (cioè la pinacoteca dei Benefattori dell’Ospedale Maggiore), e questo, dopo un riordino delle cripte (da cui furono estratti più di quindicimila scheletri), fu il suo uso protrattosi fino agli anni ’30 del ventesimo secolo.”

http://www.quattronet.it/101_dicembre/101_rotondabesana1.htm

“La Rotonda di via Besana si presenta all’esterno come una sorta di recinto circolare in muratura, le cui pareti rivestite di mattoni a vista sono scompartite da lesene che reggono arcate in lieve risalto sopra ampie finestre. All’interno, un porticato formato da esedre simmetriche racchiude un ampio prato in mezzo al quale si erge la ormai sconsacrata chiesa di San Michele ai Nuovi Sepolcri, sita esattamente nel centro.
La chiesa è a forma di croce greca, sormontata da una cupola ottagonale coperta da un tetto piramidale nelle forme del tiburio lombardo, opera di Attilio Arrigoni, e fu come detto portata a termine nel 1725.”

“La sua struttura interna, fitta di colonne e intrecci d’archi verso la volta, è decisamente notevole; in essa spiccano i capitelli, nei quali sono incastonati teschi in pietra, che richiamano la destinazione originaria dell’edificio, e i citati intrecci simmetrici d’archi alla moresca sormontati da oculi, che la ingentiliscono, facendone uno degli esempi più belli del tardo barocco lombardo.”

“La struttura esterna della chiesa è in simmetria con il porticato, in quanto ad ogni arco di cerchio del porticato corrisponde un angolo della croce greca (i quattro bracci hanno in totale otto spigoli).
Ogni esedra maggiore è composta da diciassette archi a tutto sesto, sostenuti da colonne semplici, mentre quelle minori sono formate da cinque archi. Le colonne di granito sono in totale ottanta e i pilastri sedici.”

http://www.quattronet.it/102_gennaio/102_rotondabesana2.htm

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Informazioni su Gianni Rubagotti

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